Apriti Giugno

Carissimi sorelle e fratelli parrocchiani,

il tempo di Pasqua si conclude con la festa di Pentecoste che celebriamo Domenica 8 Giugno: è la festa dello Spirito Santo! Vorrei commentare un appellativo dello Spirito Santo che Gesù usa nel suo discorso agli apostoli nell’Ultima Cena (cfr. Vangelo di Giovanni, capitoli 14-16) e che abbiamo sentito risuonare
nella Liturgia della Parola feriale e festiva di questi ultimi giorni: “il Paraclito”.
Deriva dal greco e significa “Colui che è chiamato a stare vicino”. Il Paraclito significa, quindi, il consolatore, l’avvocato che in tribunale assiste uno e lo difende. Il consolatore, tuttavia, è anche chi consola e incoraggia. Gesù promette ai discepoli un consolatore che rimanga per sempre con loro (cfr. Gv 14,16s.). Egli chiama il consolatore lo Spirito di verità. Il suo compito consiste nell’insegnare
tutto e ricordare tutto quanto Gesù ha detto loro. Il consolatore deve rendere testimonianza a Gesù (Gv 15,26). Deve assistere i discepoli, se sono condotti innanzi a un tribunale, e donare loro le giuste parole. Il compito più importante del consolatore, tuttavia, consiste nell’introdurre i discepoli nella verità tutta intera (Gv 16,13). Ai discepoli non dirà niente di nuovo, ma schiuderà le parole di Gesù nel loro vero significato: «Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà» (Gv 16,14).

Per le comunità, alle quali Giovanni ha dedicato il proprio Vangelo, l’immagine del consolatore significava molto. Le aiutava a resistere nell’atmosfera ostile della politica religiosa romana. Ma quale significato può avere per noi oggi? Per me è importante sapere che io non sono solo con la mia fede. Io non mi trovo da solo di fronte ad un mondo che si chiude nei confronti della fede. Sulla mia strada mi assiste lo Spirito Santo. Egli mi dona la certezza che la mia strada sia giusta. L’immagine del consolatore mi aiuta, pur con tutti i dubbi, ad aver fiducia in quanto mi dice il mio cuore. Nel mio cuore parla lo Spirito Santo. Egli mi assiste. Egli sta vicino a me. Egli mi protegge alle spalle.

Lo Spirito Santo ci introdurrà nella verità tutta intera. Egli toglie il velo che si trova su tutto. Abbastanza spesso noi brancoliamo al buio. Parliamo della realtà, ma in definitiva parliamo solamente delle idee che ci siamo fatte della realtà. Se lo Spirito Santo solleva il velo, possiamo conoscere la verità tutta intera. Noi vediamo attraverso di essa, vediamo il fondamento. D’improvviso tutto diventa chiaro. Solamente attraverso lo Spirito Santo io posso comprendere le parole di Gesù in modo tale che esse parlino alla mia concreta situazione, che esse diventino per me parole di vita, che mi conducono a vita. Posso sperimentare non solamente che mi si apre il senso delle parole, ma che le parole diventano veramente il motore della vita e dell’amore, che le parole mi introducono nel mistero di Dio.
Viviamo le nostre giornate con l’immagine del consolatore! Pensiamo che noi non siamo lasciati a noi stessi. Se dobbiamo affrontare un conflitto, se altri ci chiedono ragione di qualcosa, se ci troviamo di fronte ad un compito difficile: lo Spirito Santo ci assiste. Egli sta accanto a noi, ci guarda e ci dona i pensieri e le parole che ci aiutano.

Ringrazio il Signore con voi per il nuovo Papa che ci ha donato: Papa Leone è una grande grazia. Diversi di voi mi hanno chiesto cosa ne pensassi del nuovo Papa. A tutti rispondo dicendo che il Papa è il Papa! Certo, sono convinto che Papa Leone XIV darà voce al volto mondiale della Chiesa, portando avanti un
percorso di unità per tutti, senza fratture. Il Papa, fin dal primo discorso, ci ha fatto respirare le parole di un uomo di Dio, che ama la Chiesa e vuole traghettarla verso l’accoglienza del Vangelo in tempi non facili. Come gli altri Papi di nome Leone, che si sono distinti in tempi difficili e di rinnovamento, anche papa Leone porterà la Chiesa alla centralità della relazione con Cristo, in continuità con Papa Francesco. Preghiamo il Signore, Dio misericordioso, perché possa mostragli la Sua forza e riempirlo di Spirito Santo, per essergli fedele testimone.

Vi ricordo che Sabato 28 Giugno celebreremo il nostro Giubileo Parrocchiale presso la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Al Giubileo che si svolgerà nella mattinata (porta santa, professione di fede, santa messa) parteciperà anche la famiglia guanelliana di Roma. Auspico un’ampia partecipazione da parte di tutti.
Nei giorni precedenti, come da programma, ci prepareremo attraverso incontri di catechesi e di preghiera.

Concludo consegnando al Signore, ringraziandolo, l’anno pastorale che abbiamo vissuto: lo abbiamo ricevuto dalle sue mani e glielo riconsegniamo con tutto il complesso di esperienze, di gioie, di sofferenze, di realizzazioni che abbiamo vissuto; con gioia per tutto quello che abbiamo saputo e potuto vivere di autentico e di giusto; con un po’ di tristezza per le nostre mancanze e le nostre insufficienze.

Ma tutto questo lo affidiamo alla bontà del Signore perché il Signore faccia diventare ogni cosa un elemento di quella costruzione di edificio che è la Chiesa, la nostra Chiesa, la nostra comunità.
Buona estate!

don Tommaso

 

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