Vangelo 7 luglio

Matteo 9, 18-26
18 Mentre egli diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi, s’inchinò
davanti a lui e gli disse: “Mia figlia è morta proprio ora, ma vieni, metti la mano su lei ed ella
vivrà”. 19 E Gesù, alzatosi, lo seguiva con i suoi discepoli. 20 Ed ecco una donna, malata di un
flusso di sangue da dodici anni, accostatasi da dietro, gli toccò il lembo della veste, 21 perché
diceva fra sé: “Se riesco a toccare almeno la sua veste, sarò guarita”. 22 E Gesù, voltatosi e
vedutala, disse: “Sta’ di buon animo, figliola; la tua fede ti ha guarita”. E da quell’ora la donna fu
guarita. 23 Quando Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga e vide i suonatori di flauto e la
folla che faceva grande strepito, disse loro: “Ritiratevi, 24 perché la fanciulla non è morta, ma
dorme”. E ridevano di lui. 25 Ma, quando la folla fu messa fuori, egli entrò, prese la sua mano e la
fanciulla si alzò. 26 E se ne divulgò la fama per tutto quel paese.

Ascoltiamo la Parola
Pensiamo quale tristezza doveva avere invaso il cuore di quel padre davanti alla morte della figlia.
Gesù si alza e lo segue e in quel momento, mentre cammina verso la morte per la vita, viene preso
alle spalle da una donna che osa toccarlo, una donna impura perché soffriva di emorragie. Tocca il
lembo del suo mantello, convinta che se anche riusciva a toccare solo il lembo del suo mantello,
sarebbe guarita. Gesù non si arrabbia perché toccato a tradimento alle spalle, non si arrabbia perché
toccato da un’impura, non la condanna per questo gesto magico che questa donna ha posto in atto
come tante che vanno a toccare le tombe dei santi e strusciano i loro fazzoletti sul mantello della
Madonna, ma la incoraggia. Si gira, la vede, la guarda in volto, non si può fare un dono senza
guardare in volto, la vede, incrocia il suo sguardo, uno sguardo che dice tutto l’innamoramento del
Cristo per quella donna, e le dice coraggio perché la tua fede ti ha guarita. E lei guarisce. Non la
magia, ma la tua fede: è la fede che sposta le montagne e che va oltre ogni speranza.

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