Vangelo 8 luglio

Matteo 9, 32-38
32 Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato. 33 Scacciato il demonio, quel muto
cominciò a parlare e la folla presa da stupore diceva: «Non si è mai vista una cosa simile in
Israele!». 34 Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
35 Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il
vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità. 36 Vedendo le folle ne sentì compassione,
perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La
messe è molta, ma gli operai sono pochi! 38 Pregate dunque il padrone della messe che mandi
operai nella sua messe!».

Ascoltiamo la Parola
In un unico versetto Matteo descrive l’arrivo di un indemoniato dinanzi a Gesù, l’espulsione del
demonio, l’atteggiamento di Gesù, qui e nei quattro vangeli, e l’attenzione e l’affetto di Gesù per le
persone malate. Le malattie erano molte, la previdenza sociale, inesistente. Le malattie non erano
solo deficienze corporali: sordità, cecità, paralisi, lebbra e tanti altri mali. In fondo, queste malattie
non erano che una manifestazione di un male assai più profondo e vasto che minava la salute della
gente, e cioè l’abbandono totale e lo stato deprimente ed inumano in cui era obbligata a vivere. Le
attività e le guarigioni di Gesù si indirizzavano non solo contro i mali corporali, ma anche e
soprattutto contro questo male maggiore dell’abbandono materiale e spirituale, in cui la gente era
costretta a trascorrere i pochi anni della sua vita. Poi, oltre allo sfruttamento economico che rubava
la metà dello stipendio familiare, la religione ufficiale dell’epoca, invece di aiutare la gente ad
incontrare in Dio una forza per resistere ed avere speranza, insegnava che le malattie erano un
castigo di Dio per il peccato. Aumentava in loro il sentimento di esclusione e di condanna. Gesù
faceva il contrario. L’accoglienza piena di tenerezza e la guarigione dei malati fanno parte dello
sforzo di ritessere la relazione umana tra le persone e di ristabilire la convivenza comunitaria e
fraterna nei villaggi della Galilea, la sua terra.

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