Matteo 11, 25-27
25 In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai
tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre,
perché così è piaciuto a te. 27 Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non
il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Ascoltiamo la Parola
Il vangelo di oggi ci ricorda una cosa importante. Certamente come credenti siamo chiamati ad
attivare il cervello, a ragionare sulle cose, compresi gli elementi della nostra fede. Alcuni
approfondiscono tutto ciò con la teologia, cioè lo studio “scientifico” della Parola di Dio e della
filosofia che ne consegue. Sono tutte cose più che giuste e che è importante e significativo
scandagliare. Ma oggi il vangelo ci ricorda che la nostra fede è, prima di tutto, questione di cuore.
Tutto nasce da un desiderio d’amore, da una volontà che è “altro” rispetto alla nostra, che ci vuole
venire incontro. L’iniziativa, nella nostra vita, non l’abbiamo noi, perché fin da quando siamo nati
c’è un amore che ci ha preceduti e continua ad accompagnarci. Questa «benevolenza» che Dio ha
avuto e ha tuttora nei confronti di ciascuno di noi e del mondo è il vero motore di tutto. Ed è qui che
possiamo sempre rifugiarci, noi «stanchi e oppressi» a causa di una quotidianità opprimente, di una
logica sociale disumanizzante, di fragilità personali disarmanti…
