Vangelo 4 novembre

Luca 14, 16-24
16 Ma Gesù gli disse: “Un uomo fece una gran cena e invitò molti; 17 e, all’ora della cena, mandò il
suo servo a dire agli invitati: ‘Venite, perché tutto è già pronto’. 18 Tutti insieme cominciarono a
scusarsi… Allora il padrone di casa, adiratosi, disse al suo servo: ‘Va’ presto per le piazze e per le
vie della città e conduci qua i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi’. 22 Poi il servo disse: ‘Signore,
si è fatto come hai comandato e c’è ancora posto’. 23 E il signore disse al servo: ‘Va’ fuori per le
strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena. 

Ascoltiamo la Parola
La parabola raccontata da Gesù nel Vangelo di oggi ha come scopo di ricordarci due cose
fondamentali: la prima cosa è che l’amore di Dio è un invito, non un’imposizione. È in gioco la
nostra libertà tutte le volte che pensiamo al nostro rapporto con Dio. Ma la libertà implica anche
delle conseguenze, ed è questa la seconda cosa fondamentale che vuole ricordarci Gesù nel Vangelo
di oggi. Dovremmo sempre ricordarci che ogni giorno che ci ha dato da vivere è un giorno in
cui possiamo prendere sul serio il Suo invito. Ma se vogliamo essere presi sul serio nella nostra
libertà, dobbiamo anche ricordarci che essere liberi significa anche assumersi le responsabilità delle
nostre scelte. Non a caso la vera conversione consiste nel sapere di non aver nessun diritto di sedere
a tavola con Dio, ma nonostante ciò sapere che Egli è infinitamente felice di vederci seduti lì con
Lui.

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