Luca 14, 25-27
25 Ora molta gente andava con lui ed egli, voltatosi, disse loro: 26 “Se uno viene a me e non odia
suo padre e sua madre, la moglie e i figli, i fratelli e le sorelle e persino la propria vita, non può
essere mio discepolo. 27 E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio
discepolo.
Ascoltiamo la Parola
La fascinazione che Gesù provocava nella gente che lo ascoltava poteva essere anche molto
pericolosa. Si può diventare discepoli di Gesù solo perché ci si lascia impressionare dai suoi
miracoli o dalla sua parola straordinaria. Ma essere discepoli non significa essere dei fans o degli
ammiratori; significa prendere sul serio il Suo messaggio fino a trarne le sue estreme conseguenze.
Seguire Gesù significa prendere sul serio il motivo per cui siamo nati. Odiare non ha il significato di
disprezzare ma di non lasciarsi trattenere in maniera malata anche da relazioni che in fondo nascono
come relazioni di bene. Ma delle volte alcuni legami di bene ci impediscono di fare la cosa giusta.
Si può amare talmente tanto un figlio da impedirgli di farsi una vita propria. Si può amare talmente
tanto la propria famiglia da non permettere che entri mai dentro qualcosa di nuovo. Si può essere
talmente attaccati alla propria vita da non riuscire mai a realizzarsi fino in fondo. Tutto ciò che è di
impedimento anche se nasce come buono non concorre allo scopo principale.
