Vangelo 6 novembre

Luca 15, 1-6
1 Tutti i pubblicani e i peccatori si accostavano a lui per udirlo. 2 E così i farisei come gli scribi
mormoravano, dicendo: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”. 3 Ed egli disse loro questa
parabola: 4 “Chi è l’uomo fra voi che, avendo cento pecore, se ne perde una, non lasci le
novantanove nel deserto e non vada dietro alla perduta finché non l’abbia ritrovata? 5 E, trovatala,
tutto allegro se la mette sulle spalle 6 e, giunto a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro:
‘Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta’. 7 Io vi dico che così vi sarà
in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti i quali non hanno
bisogno di ravvedimento”.

Ascoltiamo la Parola
Vivere la misericordia è considerare Dio Padre più importante dei propri peccati, e più importante
delle proprie frustrazioni. È ridare a Lui il primato relativizzando tutto ciò che ci ha condotti fuori
strada. Troppo spesso rischiamo di rimanere in ostaggio dei nostri errori, o in ostaggio delle nostre
paranoie interiori. Dio, dice Gesù, è un Padre che esce e va incontro a tutti qualunque cosa essi
vivano, perché lo scopo di Dio non è salvare il patrimonio o la faccia, ma vedere chi ama felice.

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Sante Messe

– DAL 30 GIUGNO –

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FESTIVI: ORE 8.00 – 9.00 – 10.30 – 19.00

 

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SANTO ROSARIO
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mercoledì ore 18.30

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