Luca 16, 1-8
1 Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: “Un uomo ricco aveva un economo, il quale fu accusato
davanti a lui di dissipare i suoi beni. 2 Egli lo chiamò e gli disse: ‘Che cos’è questo che sento dire di
te? Rendi conto della tua amministrazione, perché tu non puoi più essere mio amministratore’… 8 E
il padrone lodò l’amministratore infedele perché aveva operato con avvedutezza; poiché i figli di
questo secolo, nelle relazioni con quelli della loro generazione, sono più accorti dei figli della luce.
Ascoltiamo la Parola
Certe volte, quando ci fermiamo ad esaminarci, ci rendiamo conto che per molto tempo abbiamo
vivacchiato più che vivere, per lunghe stagioni siamo stati più furbi che onesti, per diversi anni
abbiamo tirato a campare più ancora che prendere sul serio la vita. Ci assale così la domanda: come
faremo a emendare il passato? Come possiamo riscattarci da tutto ciò che è stato? Il Vangelo di
oggi non vuole offrirci certamente un buon esempio ma vuole dirci che l’unico modo per cadere in
piedi dopo che si è fatto danni è cercare di amare quanto più possibile, perché “la carità copre una
moltitudine di peccati” (1Pt 4,8). Invece di perdere tempo a piangerci addosso dovremmo passare il
resto del tempo che ci resta ad amare.
