Vangelo 11 dicembre

Matteo 11, 11-15
11 In verità io vi dico che fra i nati di donna non è sorto nessuno maggiore di Giovanni il battista,
però il minimo nel regno dei cieli è maggiore di lui. 12 Dai giorni di Giovanni il battista fino ad ora,
il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono. 13 Poiché tutti i profeti e la legge
hanno profetizzato fino a Giovanni. 14 E, se lo volete accettare, egli è l’Elia che doveva
venire. 15 Chi ha orecchi per udire, oda.


Ascoltiamo la Parola
Il «regno dei cieli» è così. Ciò che è «grande», lì è piccolo; ciò che qui è «piccolo», là è grande. Noi
desideriamo sempre qualcosa che sia “di più”, più grande in qualcosa. Da un certo punto di vista
sembra una cosa umana e giusta: fa parte di un desiderio legittimo dell’essere umano. Tuttavia
nasconde un rischio: ci spinge a pensare che basta questo, che essere “più grande” sia la cosa più
importante. A questa caratteristica leghiamo la nostra serenità, il nostro star bene, la nostra
autorealizzazione. Accogliere il regno dei cieli, cioè la logica dell’amore che vince nella nostra vita,
significa invece abbracciare la piccolezza. E’ uscendo da noi per andare incontro al fratello che ha
bisogno che ritroviamo la strada, che ci sentiamo veramente a casa. Saremo grandi quando grande è
stato il nostro amore per le persone che abbiamo vicino.

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