Vangelo 3 febbraio

Marco 5, 21-43
21 Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, si radunò attorno a lui una gran folla ed
egli stava presso il mare. 22 Ed ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale,
vedutolo, gli si gettò ai piedi 23 e lo pregò con insistenza, dicendo: “La mia bambina sta morendo.
Vieni a posare le mani sopra di lei, affinché sia salva e viva”. 24 Gesù andò con lui, e molta gente lo
seguiva e lo stringeva da ogni parte. 25 Una donna, che aveva un flusso di sangue da dodici
anni, 26 molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto ciò che aveva senza alcun
giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, 27 avendo udito parlare di Gesù, venne da dietro fra la
calca e gli toccò la veste, perché diceva: 28 “Se riesco a toccare anche solo le sue vesti, sarò
salva”. 29 In quell’istante il suo flusso ristagnò e lei sentì nel corpo di essere guarita da quella
malattia. 30 E subito Gesù, conscio della potenza che era emanata da lui, voltandosi indietro verso
quella folla, disse: “Chi mi ha toccato le vesti?”. 31 I suoi discepoli gli dicevano: “Tu vedi come la
folla ti si stringe addosso e dici: ‘Chi mi ha toccato?’”. 32 Ed egli guardava attorno per vedere colei
che aveva fatto questo. 33 Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quello che era avvenuto in
lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. 34 Ma Gesù le disse: “Figliola, la tua fede ti
ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo flagello”. 35 Mentre egli parlava ancora, ecco arrivare
gente dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: “Tua figlia è morta, perché incomodare ancora il
Maestro?”. 36 Ma Gesù, udito ciò che si diceva, disse al capo della sinagoga: “Non temere, solo
abbi fede!”. 37 E non permise a nessuno di accompagnarlo, tranne che a Pietro, a Giacomo e a
Giovanni, fratello di Giacomo. 38 Giunsero a casa del capo della sinagoga ed egli vide il tumulto e
la gente che piangeva e urlava forte. 39 Entrato, disse loro: “Perché fate tanto strepito e piangete?
La fanciulla non è morta, ma dorme”. 40 Ed essi ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prese
con sé il padre, la madre della fanciulla e quelli che erano con lui ed entrò là dove era la
fanciulla. 41 E, presala per la mano, le disse: “Talità cum!”, che interpretato vuole dire: “Ragazza, ti
dico: Alzati!”. 42 Subito la ragazza si alzò e camminava, perché aveva dodici anni. E furono subito
presi da grande stupore; 43 egli comandò loro con insistenza che nessuno lo venisse a sapere e disse
loro che le fosse dato da mangiare.

Ascoltiamo la Parola
C’è una grande somiglianza tra queste due persone: entrambe hanno toccato il fondo, sono
disperate, non sanno più dove sbattere la testa, ma invece di disperarsi fino in fondo si sforzano di
mettere in gioco la loro fede, credendo e sperando contro ogni evidenza e contro ogni speranza. C’è
gente che ha sperato e creduto fino all’ultimo ma poi le cose non sono andate così come loro
pensavano, e nasce spontanea la domanda: perché ad alcuni si ed altri no?  Con ogni uomo e donna
che soffre e che si rivolge a Gesù, Egli costruisce con loro una relazione. Va a casa con Giairo,
cerca il volto di questa donna, cammina con loro, parla con loro, sta con loro. Questa gente nella
loro disperazione avvertono di non essere più soli e proprio per questo la loro vita e il loro dolore è
già cambiato, anche senza il miracolo successivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sante Messe

ORARI DELLE SANTE MESSE
FERIALI
: ORE 7.30 – 9.00 – 10.30 – 18.30
FESTIVI: ORE 8.00 – 9.00 – 10.30 – 12.00 – 18.30

 

ADORAZIONE EUCARISTICA
Dal lunedì al venerdì: dalle 8.00 alle 18.30
sabato: dalle 8.00 alle 12.00

 

SANTO ROSARIO
Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì: ore 17.30
Sabato: ore 17.45

 

SACRO MANTO DI SAN GIUSEPPE
Mercoledì alle ore 17.30