Vangelo 6 febbraio

Marco 6, 14-29
14 Il re Erode udì parlare di Gesù, perché la sua fama si era sparsa, e diceva: “Giovanni il battista è
risuscitato dai morti ed è per questo che agiscono in lui le potenze miracolose”. 15 Altri invece
dicevano: “È Elia!”. E altri: “È un profeta come quelli di una volta”. 16 Ma Erode, udito ciò,
diceva: “è quel Giovanni che io ho fatto decapitare; è lui che è risuscitato!”. 17 Poiché Erode aveva
fatto arrestare Giovanni e l’aveva fatto incatenare in prigione a causa di Erodiade, moglie di Filippo
suo fratello, che egli, Erode, aveva sposato. 18 Giovanni infatti gli diceva: “Non ti è lecito tenere la
moglie di tuo fratello!”. 19 Erodiade perciò gli serbava rancore e bramava di farlo morire, ma non
poteva; 20 Erode, infatti, aveva soggezione di Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo
proteggeva; dopo averlo udito era molto perplesso e lo ascoltava volentieri. 21 Venne però il giorno
opportuno quando Erode, per il suo compleanno, fece un convito ai grandi della sua corte, ai
capitani e ai principali della Galilea; 22 la figlia della stessa Erodiade, essendo entrata, ballò e
piacque a Erode e ai commensali. E il re disse alla fanciulla: “Chiedimi quello che vuoi e te lo
darò”. 23 E le giurò: “Ti darò qualsiasi cosa mi chiederai, fino alla metà del mio regno”. 24 Costei,
uscita, domandò a sua madre: “Che cosa chiederò?”. E quella le disse: “La testa di Giovanni il
battista”. 25 E rientrata subito frettolosamente dal re, gli fece questa richiesta: “Voglio che sul
momento tu mi dia, in un piatto, la testa di Giovanni il battista”. 26 Il re ne fu grandemente
rattristato, ma a motivo dei giuramenti fatti e dei commensali non volle dirle di no 27 e mandò
subito una guardia con l’ordine di portargli la sua testa. 28 Quegli andò, lo decapitò nella prigione,
ne portò la testa in un piatto e la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. 29 I
discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro.

Ascoltiamo la Parola
Quante volte come Erodiade coltiviamo rancore per coloro che accendono la luce sulle nostre
contraddizioni perché ci dicono quello che non vogliamo sentirci dire Ma il Vangelo ci mostra un
modo migliore per fare Verità, e non è quello di Giovanni Battista ma quello di Gesù. Egli infatti è
colui che per tutta la sua vita ha detto la verità a coloro che incontrava usando però sempre la
misericordia. La misericordia è dire la verità e allo stesso tempo amare coloro a cui si dice la
verità. Senza l’amore la verità uccide. Con l’amore la verità salva. Ma esiste un luogo importante in
ciascuno di noi dove la verità risuona: è la coscienza. Ed è proprio la coscienza il luogo
impraticabile per Erode, perché invece di ascoltarla la rifugge. Chi non ascolta la propria coscienza
vive sempre male, perché vive sempre sulla difensiva, avendo paura di tutto e di tutti perché chi ha
fatto del male, si aspetta sempre il male. Infatti quando diciamo a qualcuno che “gli rode la
coscienza”, ci riferiamo esattamente a quello che accade a Erode.

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