Marco 8, 11-13
11 Anche i farisei si recarono là e si misero a disputare con lui, chiedendogli, per metterlo alla
prova, un segno dal cielo. 12 Ma egli, dopo aver sospirato nel suo spirito, disse: “Perché questa
generazione chiede un segno? In verità io vi dico: Non sarà dato alcun segno a questa generazione”.
13 E, lasciatili, montò di nuovo nella barca e passò all’altra riva.
Ascoltiamo la Parola
Quando si richiede un segno? Quando non si è sicuri, quando non si ha fiducia, quando si vuole
temporeggiare, quando non ci si vuole prendere la responsabilità di qualcosa. Se tra due persone che
si amano ci si domandasse costantemente la prova di questo amore, ciò significherebbe che in realtà
non c’è amore, ma paura. Il segno allora è la manifestazione di una mancanza di fede, non di una
professione di fede. Gesù invece dà molti segni a coloro che credono, che si fidano di Lui, ma non
sono i segni eclatanti che hanno lo scopo di impressionarci e basta, ma sono quei segni che possono
convertirci perché testimoniano con chiarezza e profonda discrezione la presenza di Dio dentro la
nostra vita. Dio riempie le nostre giornate e la nostra vita di segni della Sua vicinanza. Il vero
problema è saperli decifrare, avere occhi abbastanza aperti da riuscire a discernerli in mezzo a tutte
le altre cose della nostra vita. Chi ci ama ci tiene la mano, ma non lo fa in un modo così violento da
toglierci la libertà. L’amore vero è affidabile ma anche discreto. Dio è così, e Gesù ne è la prova.
Ma chi ha la pretesa di volere da Gesù altro, si ritrova con questa sua reazione: «Perché questa
generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».
