Apriti marzo

Carissimi sorelle e fratelli parrocchiani,
Siamo entrati da qualche giorno nel Tempo di Quaresima. Nel suo messaggio per la Quare-sima 2026 dal titolo “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”, Papa Leone XIV spiega che “la Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita”, per cui “l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusa-lemme”. In questa Quaresima, il Papa ci invita innanzitutto a chiedere «la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi», ed a poter «lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui». Il Santo Padre ha poi sottolineato l’importanza di dare spazio “alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibi-lità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro”. Mentre, riferendosi al digiuno, il Papa ha spiegato che “costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio” per cui è importante “mantenere vigile la fame e la sete di giustizia… istruendola perché si faccia preghiera e responsa-bilità verso il prossimo”. Infine, il Papa invita in questa Quaresima a “disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie”. Incoraggia a sforzarsi “di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasce-ranno il posto a parole di speranza e di pace”.
Il tempo di Quaresima è un cammino di conversione e di rinnovamento battesimale, nel quale la comunità cristiana è chiamata a lasciarsi guidare dalla Parola di Dio e dalla celebrazione dei sacramenti per giungere alla luce piena della Risurrezione. Come comunità parrocchiale stiamo vivendo le domeniche quaresimali valorizzando di volta in volta un momento specifico della Messa. Il filo conduttore che attraversa l’itinerario quaresimale è il simbolismo dell’acqua e della luce, elementi centrali dell’esperienza battesimale e pasquale. La nostra comunità è quindi accompagnata a riscoprire la propria identità di battezzati, chiamati a passare dalle tenebre alla luce, dalla sete alla sorgente viva, dalla morte alla vita. Nella I Domenica delle Tentazioni (l’acqua che purifica) si è messo in risalto l’atto penitenziale con l’aspersione: richiama l’acqua del Battesimo come dono che purifica e rinnova. E’ Dio che ci rialza e ci rimette in cammino. Nella II Domenica della Trasfigurazione (la luce che rivela) la Liturgia della Parola è valorizzata come luogo dell’incontro con il Cristo. Nella III Domenica della Samaritana (l’acqua che disseta) la Professione di fede, con il rinnovo delle promesse battesimali, diventa risposta personale e comunitaria alla Parola ascoltata. È l’acqua che disseta, capace di colmare la sete profonda del nostro cuore. Nella IV Domenica del Cieco nato (attratti dalla luce), la Liturgia eucaristica è messa in evidenza come luogo in cui Cristo, luce del mondo, continua a illuminare e a guarire. Infine, nella Domenica della Risurrezione di Lazzaro (anticipo di luce) risuona l’autopresentazione di Gesù: “Io sono la risurrezione e la vita”. Questo è l’annuncio luminoso che i discepoli devono diffondere in tutto il mondo. L’invio missionario al termine della celebrazione è l’invito a tutti a portare la luce del risorto in ogni situazione di vita.
In questo tempo quaresimale ricorre poi la festa patronale dedicata al nostro santo Pa-trono San Giuseppe. Per noi, fedeli della parrocchia di San Giuseppe al Trionfale, è l’occasione per sentirci comunità cristiana e potere esprimere a tutti la gioia di esserlo attraverso la nostra testimonianza di servizio e di preghiera. Papa Francesco ci invitava nella “Patris corde” ad amare San Giuseppe sempre di più e imitarlo nelle sue virtù e nel suo slancio. San Giuseppe è un padre tenero e obbediente, un padre che accoglie nell’obbedienza di fede la volontà di Dio, un padre coraggioso e creativo, esempio di amore per la Chiesa e per i poveri. E’ un padre che insegna il valore, la dignità e la gioia del lavoro quotidiano, un padre che ama stare nell’ombra, decentrato per amore di Maria e di Gesù. San Giuseppe, protettore e custode di Maria e Gesù, ci insegni a essere custodi e protettori l’uno dell’altro, della Chiesa di cui fac-ciamo parte e delle persone che il Signore ci affida lungo il nostro cammino.
Anche in questo anno, dal 15 al 19 Marzo, avremo il dono di poter venerare nella nostra Basilica le Reliquie del Manto di San Giuseppe e del Velo della Madonna. Queste “reliquie” ci faranno, allora, sentire ancora più vicino san Giuseppe: la comunione con lui, che si manifesta anche nella sua intercessione, ci aiuti nel cammino della vita cristiana.
Infine, voglio segnalarvi l’esperienza degli Esercizi spirituali parrocchiali nei giorni 24-25 e 26 Marzo. Sarà un tempo serale di preghiera, di ascolto della Parola e di silenzio per prepararsi alla Pasqua, attraverso le meditazioni proposte dal nostro confratello don Antonio De Masi, e momenti di preghiera personale o comunitaria. Mi auguro che questa nuova iniziativa possa favorire la conversione e la preparazione a vivere intensamente la Settimana Santa.
Buon cammino.

don Tommaso

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Mercoledì alle ore 17.30