Vangelo 10 marzo

Matteo 18, 21-35
21 Allora Pietro, accostatosi, gli disse: “Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca
contro di me? Fino a sette volte?”. 22 E Gesù a lui: “Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a
settanta volte sette. 23 Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi
servitori. 24 Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila
talenti 25 e, non avendo costui di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la
moglie e i figli e tutto quanto aveva e che il debito fosse pagato. 26 Perciò il servo, gettatosi a terra,
gli si prostrò davanti, dicendo: ‘Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto’. 27 E il signore di quel
servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28 Ma quel servo, uscito,
trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: ‘Paga
quello che devi!’. 29 Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: ‘Abbi pazienza con me
e ti pagherò’. 30 Ma l’altro non volle, anzi andò e lo fece gettare in carcere finché avesse pagato il
debito. 31 I suoi conservi, visto il fatto, ne furono grandemente rattristati e andarono a riferire al
loro signore tutto l’accaduto. 32 Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: ‘Servo malvagio, io
ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; 33 non dovevi anche tu avere pietà
del tuo conservo, come ebbi anch’io pietà di te?’. 34 E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli
aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. 35 Così vi farà anche il Padre
mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello”.

Ascoltiamo la Parola
Pietro, nel Vangelo di oggi, intuisce che il perdono deve essere dato in abbondanza, ma Gesù lo
corregge dicendo che deve essere dato all’infinito. Ma perché mai dovremmo perdonare
continuamente qualcuno che continuamente ci fa del male? L’errore è pensare che perdonare sia
continuare a farci fare del male da qualcuno. Il perdono riguarda la ricaduta interiore che quel male
ha dentro di noi. Se ad esempio qualcuno ci ha fatto soffrire e magari continua a farlo, il Vangelo
non ci dice di far finta di nulla. Se è in nostro potere prendere le distanze da chi reitera il male allora
è bene prendere le distanze, ma la fatica più grossa è esserne liberi interiormente perché chi fa del
male tende a incattivirci, ad entrare nel nostro cuore per rovinarlo.

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