Vangelo 17 marzo

Giovanni 5, 1-16
1 Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
2 Ora a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che
ha cinque portici. 3 Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi e di
paralitici, [i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua, 4 perché un angelo, in determinati momenti,
scendeva nella vasca e agitava l’acqua e il primo che vi scendeva, dopo che l’acqua era stata agitata,
era guarito di qualunque malattia fosse colpito.] 5 Là c’era un uomo, che da trentotto anni era
infermo. 6 Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: “Vuoi
essere guarito?”. 7 L’infermo gli rispose: “Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa,
mi metta nella vasca e, mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me”. 8 Gesù gli disse:
“Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina”. 9 In quell’istante quell’uomo fu risanato e, preso il suo
lettuccio, si mise a camminare. 10 Quel giorno era un sabato, perciò i Giudei dissero all’uomo
guarito: “È sabato e non ti è lecito portare il tuo lettuccio”. 11 Ma egli rispose loro: “È colui che mi
ha guarito, che mi ha detto: ‘Prendi il tuo lettuccio e cammina’”. 12 Essi gli domandarono: “Chi è
quell’uomo che ti ha detto: ‘Prendi il tuo lettuccio e cammina?’”. 13 Ma colui che era stato guarito
non sapeva chi fosse, infatti Gesù si era allontanato, essendovi molta gente in quel luogo. 14 Poco
dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: “Ecco, tu sei guarito; non peccare più, che non ti accada
di peggio”. 15 Quell’uomo se ne andò e disse ai Giudei che colui che lo aveva risanato era
Gesù. 16 Per questo i Giudei perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo, perché faceva quelle
cose di sabato.

Ascoltiamo la Parola
Quest’uomo ha certamente perso di vista la speranza. Infatti davanti alla domanda che lo interroga
sul volere o meno guarire, egli non risponde si, ma polemizza: «Signore, io non ho nessuno che mi
immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende
prima di me». Gesù non si lascia agganciare da questa polemica ma gli dà un comando che
potremmo tradurre in questo modo: basta ragionare così, basta pensarsi solo come vittima, mettiti in
piedi, reagisci. Quest’uomo si lascia raggiungere da questo comando e invece di continuare a
comportarsi come vittima, si accorge che Gesù lo ha reso nuovamente protagonista della propria
storia: “E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo lettuccio, cominciò a camminare”. Anche
quest’ultimo dettaglio è interessante: il lettuccio è ciò che lo ha tenuto paralizzato per anni, ma
Gesù non vuole che lo butti via, ma che se lo porti con sé. Noi non possiamo mai sbarazzarci della
nostra umanità, delle nostre debolezze, delle nostre fragilità, ma se in alcuni periodi della vita essi ci
tengono prigionieri, in altri, grazie a Gesù essi non decidono più della nostra libertà anche se
rimangono sempre a farci compagnia.

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