Luca 1, 26-28
26 Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, detta Nazaret, 27 a
una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; il nome della vergine era
Maria. 28 L’angelo, entrato da lei, disse: “Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con
te”. 29 Ed ella fu turbata a questa parola e si domandava che cosa volesse dire un tale
saluto. 30 L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco, tu
concepirai e partorirai un figlio e gli porrai nome Gesù. 32 Questi sarà grande, e sarà chiamato
Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre; 33 egli regnerà sulla
casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine”. 34 E Maria disse all’angelo: “Come
avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. 35 L’angelo, rispondendo, le disse: “Lo Spirito Santo
verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà della sua ombra, perciò anche colui che nascerà
sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. 36 Ed ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un
figlio nella sua vecchiaia e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile, 37 poiché nessuna
parola di Dio rimarrà inefficace”. 38 Maria disse: “Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto
secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.
Ascoltiamo la Parola
L’angelo non scambia solo informazioni ma pone davanti a Maria la possibilità di quello che sta per
accadere. Da sempre la Chiesa ha avuto la sensazione che la vera password d’accesso
all’incarnazione sia nell’Eccomi pronunciato da Maria: “Allora Maria disse: «Ecco la serva del
Signore: avvenga per me secondo la tua parola»”. Ma questo eccomi è pronunciato nonostante la
paura, le domande, l’incomprensione del Mistero che le si poneva innanzi. Sembra che il vangelo
voglia suggerirci un segreto: l’unico modo affinché arrivi un senso nella nostra vita è accogliere la
vita così come il Signore ce la pone dinanzi, facendo spazio con tutto noi stessi agli eventi anche
quando ci spaventano o ci gettano in confusione.
