Vangelo 1 aprile

Matteo 26, 14-25
14 Allora uno dei dodici, detto Giuda Iscariota, andò dai capi sacerdoti e disse loro: 15 “Che cosa
siete disposti a darmi, se ve lo consegno?”. Ed essi gli contarono trenta sicli d’argento. 16 E da
quell’ora cercava il momento opportuno 17 Il primo giorno degli Azzimi i discepoli si accostarono a
Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la Pasqua?”. 18 Egli disse: “Andate
in città dal tale e ditegli: ‘Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei
discepoli’”. 19 E i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato e prepararono la
Pasqua. 20 Quando fu sera, si mise a tavola con i dodici discepoli. 21 E, mentre mangiavano, disse:
“In verità io vi dico: ‘Uno di voi mi tradirà’”. 22 Ed essi, grandemente rattristati, cominciarono a
dirgli uno dopo l’altro: “Sono io quello, Signore?”. 23 Ma egli, rispondendo, disse: “Colui che ha
messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è
scritto di lui, ma guai a quell’uomo per cui il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per
quell’uomo se non fosse mai nato”. 25 E Giuda, che lo tradiva, prese a dire: “Sono io quello,
Maestro?”. E Gesù a lui: “L’hai detto”.
Ascoltiamo la Parola
Gesù è il modo che Dio ha scelto per farci fare l’esperienza dell’Amore. Non si può comprare e
vendere Cristo. Chi non ha capito questa lezione immensa sull’amore deve sentirsi trafitto dalle
dure parole di Gesù nel Vangelo di oggi: “Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai
a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai
nato!»”. Non ha infatti senso una vita in cui l’amore è un bene frainteso in un modo simile. Per
questo ogni omissione di amore è un prolungamento del tradimento di Cristo: “tutto quello che
avrete fatto o non avrete fatto a uno di questi miei fratelli, lo avrete fatto o non fatto a me”. Parola
di Gesù.

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