Carissimi sorelle e fratelli parrocchiani,
si avvicina l’8 maggio, il giorno nel quale Papa Leone XIV è stato eletto a successore di Pietro lo scorso anno. Proprio quel giorno, il Papa sarà pellegrino nel Santuario di Pompei. Allora, non c’è modo migliore per ricordare questo evento che pregare. Chiediamo al Signore pastore e guida di tutti i credenti, che ha posto Leone XIV a presiedere la sua Chiesa, di sostenerlo con il suo amore, perché la edifichi con la parola e con l’esempio. Dio, Autore e amante della pace, possa concedere al Papa di continuare a essere per il mondo annunciatore e testimone della pace, dono del Cristo Risorto.
Nel giorno di Pasqua, il Papa rivolgeva un invito accorato e risoluto di fronte ai terribili sviluppi del conflitto in Medio Oriente: «La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi! Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore!». L’invito si concludeva proprio con la richiesta della preghiera. Per questo, proprio l’8 Maggio, dedicato alla Supplica alla Madonna di Pompei, ci uniremo alla preghiera del Papa attraverso la la recita del Rosario per tutto il giorno, per implorare dal Signore, con l’intercessione della Vergine Maria, la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza che ci fanno sentire impotenti di fronte al male. Nella preghiera affideremo al Signore tutti i cuori che soffrono e attendono la vera pace che «solo Lui può dare perché solo Lui fa nuove tutte le cose» (papa Leone).
Domenica 24 è la Solennità di Pentecoste. Attendiamo, come gli apostoli, la promessa che Gesù ha fatto loro prima di salire al cielo: «Riceverete la forza dello Spirito Santo, che scenderà su di voi» (At 1,8). Aspettiamo ardenti che lo Spirito Santo scenda anche su di noi, sulla Chiesa che senza lo Spirito Santo non ha alcuna giustificazione di essere, e su ciascuno di noi, perché quanto è in noi secco e morto torni nuovamente alla vita. Preghiamo per il rinnovamento della Chiesa e perché noi stessi diventiamo nuovi. Lo Spirito Santo è nostro aiuto e consolatore, è il dono del Padre, è per noi fonte viva, fuoco, luce, amore ed unzione. Lo Spirito Santo è fonte della vita. Da questa fonte possiamo attingere, senza mai esaurirla, poiché è divina. Molti oggi si sentono inariditi, impoveriti, consumati, poiché devono sempre dare. Imploriamo che la fonte dello Spirito Santo sgorghi in noi di nuovo, e ci rinfreschi e rafforzi. Lo Spirito Santo, però, è fuoco e luce che ci riscalda e rischiara. Egli è l’unzione che guarisce le nostre ferite e che ci chiama al compito che spetta a ciascuno di noi. Lo Spirito Santo è anche amore che viene riversato nel nostro cuore. Ognuno di noi desidera fondamentalmente amare ed essere amato. Lo Spirito Santo ci renda capaci di amare, Egli che è l’amore del Padre, che scorre nei nostri cuori: che nello Spirito Santo possiamo sentirci totalmente amati da Dio.
Pentecoste è anche la nascita della Chiesa. Quando lo Spirito Santo viene sulle persone, le raduna insieme e rende possibile la comunione che è aperta a tutti quanti sono in ricerca e si pongono domande. Nasce una comunione che prorompe dalla loro angustia e diventa lievito per il mondo. Ognuno di noi realizza la propria umanità solamente quanto si abbandona alla comunione e insieme ad altri si appresta all’opera che Dio ha affidato a ciascuno di noi: rendere umano questo mondo, dare forma a questo mondo secondo la volontà di Dio e imprimere in esso lo Spirito di Dio. La Chiesa è la comunione di coloro che danno testimonianza reciproca della risurrezione di Gesù. Ovunque ci siano persone senza speranza, ovunque l’oscurità della morte sembra vincere la vita, noi discepoli di Gesù siamo chiamati a testimoniare la vittoria della vita sulla morte, la vittoria dell’amore sull’odio, la possibilità della risurrezione in mezzo alla morte.
Buon cammino, allora, in attesa dello Spirito Santo.
don Tommaso
