Giovanni 16, 20-23
20 In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Voi
sarete rattristati, ma la vostra tristezza sarà mutata in gioia. 21 La donna, quando partorisce, è in
dolore, perché è venuta la sua ora, ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più
dell’angoscia, per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana. 22 Così anche voi siete ora
nel dolore, ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra
gioia. 23 In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che tutto ciò
che chiederete al Padre, egli ve lo darà nel nome mio.
Ascoltiamo la Parola
E’ una bella domanda quella che ci pone il Vangelo di oggi: qual è il grande scopo per cui stiamo
vivendo la nostra vita e che la rende sopportabile? Il dono della fede è il dono di aver scoperto uno
scopo (una gioia grande) che rende possibile affrontare anche l’impossibile che certe volte la vita ci
pone davanti. Non è una questione di ragionamenti, è una questione concreta esattamente come
concreto è un bambino per la propria madre che lo mette al mondo. O la fede è un fatto che ci fa
reggere l’onda d’urto, oppure se si limita a essere un bel discorso è destinato ad essere cancellato da
qualche pagina di cronaca nera della nostra vita.
