Giovanni 16, 23-28
23 In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che tutto ciò che
chiederete al Padre, egli ve lo darà nel nome mio. 24 Fino ad ora non avete chiesto nulla nel nome
mio; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa. 25 Vi ho detto queste cose in
similitudini; l’ora viene in cui non vi parlerò più in similitudini, ma vi farò conoscere apertamente il
Padre. 26 In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che io pregherò il Padre per
voi, 27 poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da
Dio. 28 Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo e torno al Padre”.
Ascoltiamo la Parola
La vera gioia certe volte è nascosta in alcuni doni che inizialmente ci sembrano solo delle
disgrazie. Il tesoro nascosto alcune volte si trova in quelle esperienze che noi chiamiamo croci.
Ecco perché capita che il Signore sembra non ascoltarci perché magari vuole che arriviamo fino al
punto di trovare quel tesoro in un posto inimmaginabile. Questo discorso però lo può capire
veramente solo chi ne ha fatto esperienza. Infatti come si può pensare che in una grande sofferenza
della vita alla fine si può scoprire nascosta una strana gioia che non vorremmo barattare con
nient’altro al mondo? Chi fa questo tipo di esperienza arriva a benedire anche ciò che più lo ha
ferito in quello che gli è capitato, perché proprio attraverso quella ferita è arrivato a vedere una luce.
