Matteo 7, 6. 12-14
Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le
calpestino con le zampe e rivolti contro di voi non vi sbranino. 12 Dunque, tutte le cose che voi
volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro, perché questa è la legge e i profeti.
13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione e
molti sono quelli che entrano per essa. 14 Stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla
vita e pochi sono quelli che la trovano.
Ascoltiamo la Parola
“Non date le cose sante ai cani: cioè capite bene che c’è modo e modo di dare una cosa buona, e
certe volte l’ansia di dare una cosa buona a qualcuno che non è in grado di comprenderla significa
far fare una brutta fine a una cosa buona. Dovremmo sempre rispettare quel principio di gradualità e
di discernimento che dovrebbe animare ogni nostra scelta. A un bambino di due anni non puoi
chiedere le stesse cose di un ragazzo di venti. Se non parti dalla realtà vera dell’altro, rischi di
sprecare il bene. Anche il Vangelo ha bisogno di essere annunciato nel modo giusto in ogni
situazione. Alcuni tipi di evangelizzazione invece di evangelizzare fanno venir voglia di essere atei.
Insomma, sempre gradualità e discernimento.
