Vangelo 9 aprile

Dal Vangelo di Giovanni (11,45-56)

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva
compiuto, credettero in lui. Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel
che Gesù aveva fatto. Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e
dicevano: «Che facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare
così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro
luogo santo e la nostra nazione». Ma uno di loro, di nome Caifa, che era
sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla e non
considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non
perisca la nazione intera». Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo
sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione e non per
la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano
dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù pertanto non si
faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina
al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme
prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio
dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?».


Come vivere questa Parola?

Nemmeno la resurrezione di un cadavere li convince. Sono incredibilmente
ottusi, blindati, granitici nelle loro idee. Qualcuno si prende la briga di andare a
denunciarlo a Gerusalemme. Si discute vivacemente nel Sinedrio: bisogna
urgentemente prendere dei provvedimenti. Caifa assume la decisione: è bene
che Gesù muoia. Tutto ciò che i sadducei e i sacerdoti hanno ottenuto fino ad
allora, grazie all’abilità di Erode, rischia di venire compromesso.
Davanti ad un movimento incontrollato i romani potrebbero tornare con forza e
riprendersi le libertà che hanno concesso. I romani non conoscono le
sottigliezze della religione ebraica. Meglio sacrificare il Nazareno. E Giovanni
evangelista chiosa con una frase incredibile: è vero, Gesù morirà per tutto il
popolo.
Non nel senso che intende Caifa, ovvio, ma così avverrà. Anche se Caifa è una
persona discutibile e disonesta, in realtà sta profetizzando perché Sommo
sacerdote. Anche se abusa della sua funzione, Dio non gli nega il carisma.

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