Vangelo 10 aprile

Dal Vangelo secondo Luca (22,14-23.56)

Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,  1 e disse loro:
«Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia
passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel
regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo
passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto
della vite, finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il pane, rese grazie, lo
spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate
questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice
dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per
voi». «Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio
dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale
egli viene tradito!». Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di
loro avrebbe fatto questo.


Come vivere questa Parola?

Eccola la Cena Eucaristica: non il pane e il vino, ma il pane e il vino dati, da
prendere, ricevuti, condivisi. Questa è l’immagine che Gesù Cristo stesso ci
dà. La dichiarazione segue la distribuzione. Il pane e il vino vengono presi e
distribuiti, e dopo la distribuzione di ciascun elemento il Signore dichiara
che il pane mangiato è il suo corpo e il vino bevuto è il patto nel suo
sangue. Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue… cioè questo sono io!
Io do me stesso per la vostra vita. Do la mia vita terrena per la vostra vita
eterna. Il Salvatore salva morendo, vince sul legno dove si trafiggevano i
ribelli all’autorità; il predicatore del regno di Dio raccomanda al Padre i suoi
boia e annuncia il paradiso al ladrone. Quella morte ingiusta da ribelle al
potere è accettata da Dio come sacrificio di espiazione del peccato del
mondo. Il Figlio dell’uomo se ne va, il Signore ci viene tolto per mano dei
malvagi e ci vorranno tutta l’onnipotenza e tutta la bontà di Dio per
trasformare la passione di Cristo dalla peggiore ingiustizia che condanna un
innocente alla migliore giustizia che giustifica i colpevoli, per trasformare
una cruenta dimostrazione di potere arbitrario e violento della religione,
della politica e della società nel Vangelo di Dio, nel Vangelo della nostra
salvezza.

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