Vangelo 7 maggio

Dal Vangelo di Giovanni (6, 60-69)

60 Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura!
Chi può ascoltarla?».  61 Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli
mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza?  62 E se
vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?  63 È lo Spirito che dà la vita,
la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono
vita.  64 Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da
principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe
tradito.  65 E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se
non gli è concesso dal Padre». 66 Da quel momento molti dei suoi discepoli
tornarono indietro e non andavano più con lui.  67 Disse allora Gesù ai Dodici:
«Volete andarvene anche voi?».  68 Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi
andremo? Tu hai parole di vita eterna  69 e noi abbiamo creduto e conosciuto che
tu sei il Santo di Dio».


Come vivere questa Parola?

“Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”. Sono parole che
possono essere applicate ad ogni posizione che Gesù ha preso e ad ogni parola
che ha detto. Gesù ha parlato; qualche cosa l’abbiamo capita, moltissime cose
non le abbiamo capite, perché non siamo in grado di capirle, per questo ci ha
chiesto la fede, non ci ha chiesto l’intelligenza. La fede ce l’ha chiesta come
condizione, senza della quale non si può stare con lui, tanto è vero che non ha
temuto la reazione dei suoi discepoli, che erano persone a lui care. Li ha visti
andare via, ma non è venuto a compromesso su ciò che aveva detto Da
quell’interrogativo di Pietro, noi comprendiamo che la fedeltà a Dio è questione
di fedeltà a una persona, con la quale ci si lega per camminare insieme sulla
stessa strada. E questa persona è Gesù. Tutto quello che abbiamo nel mondo
non sazia la nostra fame d’infinito. Abbiamo bisogno di Gesù, di stare con Lui,
di nutrirci alla sua mensa, alle sue parole di vita eterna! Credere in Gesù
significa fare di Lui il centro, il senso della nostra vita. Cristo non è un
elemento accessorio: è il “pane vivo”, il nutrimento indispensabile“

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