Vangelo 26 giugno

Dal Vangelo di Luca (9, 51-62)
51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli
prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme  52 e mandò
messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio
di Samaritani per preparargli l’ingresso.  53 Ma essi non vollero riceverlo, perché
era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.  54 Quando videro ciò, i
discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda
un fuoco dal cielo e li consumi?».  55 Si voltò e li rimproverò.  56 E si misero in
cammino verso un altro villaggio. 57 Mentre camminavano per la strada, un tale
gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada».  58 E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno
le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove
posare il capo».  59 A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore,
permettimi di andare prima a seppellire mio padre».  60 Gli replicò: «Lascia che i
morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».  61 Un
altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli
di casa mia».  62 Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi
si volge indietro è adatto per il regno di Dio».


Come vivere questa Parola?

Da quel momento, dopo quella ‘ferma decisione’, Gesù punta dritto al
traguardo, e anche alle persone che incontra e che gli chiedono di seguirlo,
dice chiaramente quali sono le condizioni: non avere una dimora stabile;
sapersi distaccare dagli affetti umani; non cedere alla nostalgia del passato. Ma
Gesù dice anche ai suoi discepoli, incaricati di precederlo sulla via verso
Gerusalemme per annunciare il suo passaggio, di non imporre nulla: se non
troveranno disponibilità ad accoglierlo, si proceda oltre, si vada avanti. Gesù
non impone mai, Gesù è umile, Gesù invita. Se tu vuoi, vieni. L’umiltà di Gesù
è così: Lui invita sempre, non impone.

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