Vangelo 28 giugno

Dal Vangelo di Matteo (8, 23-27)

23 Salito sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono.  24 Ed ecco, avvenne nel mare
un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli
dormiva.  25 Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci,
Signore, siamo perduti!».  26 Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di
poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande
bonaccia.  27 Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i
venti e il mare gli obbediscono?».


Come vivere questa Parola?

Gli antichi ebrei non nutrivano particolari simpatia per il mare. Dal mare era
venuto il popolo dei Filistei e gli abissi delle acque nascondevano mostri e
misteri terribili. Male e mare sono quindi parole che, nella bibbia, si avvicinano
molto. Solo Dio, dice l’Antico Testamento, può guardare negli abissi, perché
egli mette ordine al caos. L’icona di Gesù che dorme sulla barca sballottata
dalle onde è quindi segno di grande regalità, gesto di signoria e di potere: egli
sta tranquillo come un re, in mezzo al mare/male. E’ il sogno di tutti poter
condurre una vita serena, semplice, tranquilla. Ma la realtà è un’altra. Molto
spesso ci imbattiamo nella fatica di incontrare alti e bassi, momenti difficili e
critici alternati a istanti di pace e relax. La vita è fatta così, è imprevedibile:
sfida e sorprende al tempo stesso. Gesù che dorme sulla barca diventa simbolo
affascinante per tutti noi: è inutile cercare di stabilizzare totalmente la vita. E’
uno sforzo vano, che non darà i risultati sperati. Possiamo invece scoprire nel
nostro cuore la capacità di rasserenarci, nella misura in cui capiamo a chi
donarlo. E’ nella fiducia che possiamo trovare un porto sicuro. Come Gesù si
addormenta come un bambino sul sedile posteriore dell’auto mentre il babbo o
la mamma guida, così anche noi, al sicuro nel cuore del Padre, possiamo
affrontare le onde della vita con una certa qual pace.

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