Vangelo 4 luglio

Dal Vangelo di Matteo (9, 18-26)

18 Mentre diceva loro queste cose, giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e
disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed
ella vivrà».  19 Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. 20 Ed ecco, una donna,
che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il
lembo del suo mantello.  21 Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a
toccare il suo mantello, sarò salvata».  22 Gesù si voltò, la vide e disse:
«Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu
salvata.
23 Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione,
Gesù  24 disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo
deridevano.  25 Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e
la fanciulla si alzò.  26 E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

Come vivere questa Parola?

Il brano evangelico riporta uno dei tanti racconti di guarigione che segnano la
missione di Gesù. Al centro di questa pagina troviamo un padre disperato e una
donna umiliata e sofferente. Sono solo i frammenti di quella storia di dolore che
attraverso tutta la vicenda umana. Sono icona di quell’umanità che ogni giorno
soffre e lotta, un’umanità che rischia di essere travolta dal male perché non sa
come affrontarlo. I protagonisti di questo racconto incontrano Gesù e ritrovano la
speranza. Quanta parte dell’umanità, invece, vive nella più cupa rassegnazione,
schiacciata sotto il peso del male. Il dolore non ha accecato il loro sguardo anzi
accende una fede ancora più limpida. L’uomo, presentato da Matteo come “uno
dei capi”, si avvicina a Gesù con profondo rispetto, prima di parlare si prostra
dinanzi a Gesù. Il verbo proskunéō non indica soltanto la doverosa riverenza ma
esprime a coscienza di stare dinanzi a Dio. Nell’AT questo verbo descrive
l’atteggiamento dell’uomo dinanzi a Dio. Il protagonista di questa scena, dunque,
manifesta la sua fede nella potenza divina di Gesù. Dinanzi alla morte tutti si
fermano, ammutoliti dal dolore. Quest’uomo, invece, crede fermamente che il
profeta di Nazaret è capace di ridare la vita alla sua bambina. Una fede come
questa commuove il Figlio di Dio e lo costringe a intervenire.

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