Vangelo 14 settembre

Dal Vangelo di Giovanni (3, 13-17)
  13 Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.   14 E come
Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,  15 perché
chiunque crede in lui abbia la vita eterna. 16 Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio
unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.  17 Dio, infatti, non
ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo
di lui.

Ascoltiamo la Parola.
La croce ci insegna questo, che nella vita c’è il fallimento e la vittoria. Dobbiamo essere capaci di
tollerare le sconfitte, di portarle con pazienza, le sconfitte, anche dei nostri peccati perché Lui ha
pagato per noi. Chiedere perdono in Lui ma mai lasciarci sedurre da questo cane incatenato. Oggi
sarà bello se sostiamo qualche minuto davanti al crocifisso, o quello che abbiamo a casa o quello
del rosario e lo guardiamo: è anche il nostro segno di vittoria perché Dio ha vinto lì.

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