Apriti febbraio

Carissimi sorelle e fratelli parrocchiani,

questo mese ci propone una serie di appuntamenti su cui la Chiesa ci invita a porre la nostra attenzione.

           Domenica 5 Febbraio si celebra la 45° giornata nazionale per la vita, sul tema «La morte non è mai una soluzione. “Dio ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte” (Sap 1,14)». L’auspicio dei Vescovi, contenuto nel messaggio redatto in occasione di questa giornata, è che questo appuntamento “rinnovi l’adesione dei cattolici al ‘Vangelo della vita’, l’impegno a smascherare la ‘cultura di morte’, la capacità di promuovere e sostenere azioni concrete a difesa della vita, mobilitando sempre maggiori energie e risorse”.

Sabato 11 Febbraio ricordiamo la 31° Giornata mondiale del malato. Questa giornata, che ricorre nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, è momento propizio per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità. Nel suo messaggio per questa giornata, dal titolo “Abbi cura di lui: la compassione come esercizio sinodale di guarigione”, papa Francesco ricorda che: “La malattia fa parte della nostra esperienza umana. Ma essa può diventare disumana se è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono, se non è accompagnata dalla cura e dalla compassione. Quando si cammina insieme, è normale che qualcuno si senta male, debba fermarsi per la stanchezza o per qualche incidente di percorso. È lì, in quei momenti, che si vede come stiamo camminando. […] Perciò, in questa XXXI Giornata Mondiale del Malato, nel pieno di un percorso sinodale, vi invito a riflettere sul fatto che proprio attraverso l’esperienza della fragilità e della malattia possiamo imparare a camminare insieme secondo lo stile di Dio, che è vicinanza, compassione e tenerezza”. “La Giornata Mondiale del Malato, – ricorda ancora il Papa – non invita soltanto alla preghiera e alla prossimità verso i sofferenti; essa, nello stesso tempo, mira a sensibilizzare il popolo di Dio, le istituzioni sanitarie e la

società civile a un nuovo modo di avanzare insieme”.

           Infine, con questo mese inizia la Quaresima, tempo forte di grazia e invito al rinnovamento profondo del cuore. Un tempo così intenso chiede a ciascuno e alla nostra comunità tutta un deciso ri-orientamento del proprio operato e della propria esistenza agli elementi essenziali della vita cristiana. La Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono. Non si può mai slegare il peccato dal perdono e dalla misericordia. La misericordia di Dio ha la capacità di risvegliare il peccatore”. Tutto questo la Chiesa lo sperimenta, in modo particolare,  con la celebrazione del sacramento della Penitenza – Riconciliazione. Vi invito ad avvicinarvi alla confessione con serenità, con umiltà, senza paure o vergogna: confessarsi è ristabilire l’abbraccio con Dio, perché Lui ci aspetta e si fa trovare nella persona del sacerdote. 

La Quaresima è un tempo, anche,  che ci chiede di rivedere la nostra professione di fede e la nostra identità in un mondo sempre più sbiadito. In questo cammino saremo accompagnati dalla liturgia dell’Anno liturgico Ciclo A che ci propone proprio un percorso di riscoperta del nostro battesimo. Chiamati a collaborare per non ridurre a deserto la nostra vita, ci è chiesto anche di avere il coraggio di avvicinarci alla sorgente d’acqua pura e vera, quella che disseta e che lava così a fondo da illuminare tutta la nostra vita. E questa sorgente è innanzitutto la Parola di Dio, Parola di vita eterna: vi invito ad averne un contatto quotidiano, dandovi del tempo per leggerla, come impegno personale e di famiglia, ricordandoci quanto ci insegna il Catechismo: “ Chi ascolta il Vangelo ascolta Gesù”.

Chiediamo, allora, al Signore di prepararci alla Pasqua di Resurrezione nella consapevolezza che il cuore della nostra fede è Gesù Cristo, crocifisso, morto e risorto per la salvezza di tutti gli uomini, e che avere fede è un modo di essere e di vivere secondo gli insegnamenti e gli esempi di vita che Gesù ci ha lasciato nel Vangelo.

Buon cammino.

Don Tommaso

 

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