Vangelo 22 marzo

Dal Vangelo di Giovanni (5, 17-30)
17 Ma Gesù disse loro: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco».  18 Per questo i Giudei
cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre,
facendosi uguale a Dio. 19 Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio
da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio
lo fa allo stesso modo.  20 Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli
manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siat meravigliati.  21 Come il Padre
risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.  22 Il Padre infatti non
giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio,  23 perché tutti onorino il Figlio come onorano il
Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. 24 In verità, in verità io vi dico:
chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al
giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.  25 In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa –
in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.  26 Come
infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso,  27 e
gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.  28 Non meravigliatevi di questo: viene
l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce  29 e usciranno, quanti fecero il bene
per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.  30 Da me, io non
posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la
mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.


Ascoltiamo la Parola
Il rapporto tra Gesù e il suo Padre celeste è l’argomento di questo passaggio enigmatico. Gesù fa
risalire tutto nel suo essere e nelle sue scelte alla loro sorgente nel Padre. “Non posso fare niente da
solo. Non cerco di fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato”. Gesù e onorai il
Padre. Nota la sorprendente affermazione: “Mio padre è sempre al lavoro, e anche io sono al
lavoro”. Dio è presente in mezzo a noi (“Emmanuele”), ma non è una presenza passiva, nata
semplicemente una presenza dell’essere. È una presenza attraverso l’attivazione della quale Dio è
coinvolto nel dramma della nostra vita, come collega o come partner.

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