Vangelo 17 gennaio

Marco 3, 1-6
1  Entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata,  2 e stavano a
vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.  3 Egli disse all’uomo che aveva la mano
paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!».  4 Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del
bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano.  5 E guardandoli tutt’intorno
con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la
tese e la sua mano fu guarita.  6 E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro
di lui per farlo morire.

Ascoltiamo la Parola
Marco non ci dice cosa provava Gesù nei confronti del disabile. Lo lascia alla nostra
immaginazione. Ma descrive ciò che Gesù provava nei confronti dei farisei: rabbia e dolore per la
durezza del loro cuore. Preferiscono osservare un codice legale piuttosto che lasciarsi influenzare
dal destino di un essere umano. Sono insensibili e indifferenti. Non amano il prossimo come se
stessi. I loro valori, almeno in questo caso, sono l’antitesi di quelli di Gesù. Il grande
comandamento è la legge dell’amore. Le persone che mi conoscono potrebbero dire che vivo
secondo la “legge dell’amore”?

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