Vangelo 16 marzo

Giovanni 7, 40-53
40 All’udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!».  41 Altri
dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?  42 Non
dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?».  43 E
tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.  44 Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise
le mani su di lui. 45 Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero
loro: «Perché non lo avete condotto qui?».  46 Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato
così!».  47 Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi?  48 Ha forse creduto in
lui qualcuno dei capi o dei farisei?  49 Ma questa gente, che non conosce la Legge, è
maledetta!».  50 Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro,
disse:  51 «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che
fa?».  52 Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge
profeta!».  53 E ciascuno tornò a casa sua.

Ascoltiamo la Parola
Ad un tratto nella vita si sono accorti che ciò che c’è di interessante in Lui non sono le sue idee, ma
Egli stesso. È il modo con cui agisce che rimane impresso prima ancora dei suoi insegnamenti, e
delle conseguenze da tirare nella vita. Ma non basta subire questo fascino per divenire discepoli.Si
diventa infatti discepoli quando quella parola non solo tocca il cuore ma provoca la nostra libertà a
una decisione. Ogni cosa vera o suscita delle decisioni oppure è una verità sprecata. Se incontri
l’amore ma non fai nessuna scelta a suo riguardo allora hai sprecato l’amore. Se incontri la fede ma
non fai nessuna scelta a suo riguardo allora hai sprecato la fede. Se incontri qualcosa di bello nella
vita ma non fai nessuna scelta conseguente allora hai sprecato quella bellezza. Nessuno si può dare
da solo una parola così, ma la libertà conseguente invece è proprio e solamente roba nostra. Ad
esempio: con che decisione vogliamo lasciare l’incontro con il Vangelo di oggi?

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