Vangelo 29 marzo

Giovanni 18, 1-19
1  Dopo aver detto queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cedron, dove c’era
un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli.  2 Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo,
perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli.  3 Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un
gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e
armi.  4 Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi
cercate?».  5 Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche
Giuda, il traditore.  6 Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra.  7 Domandò loro
di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno».  8 Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se
dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano»,  9 perché si compisse la parola che egli aveva
detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato».  10 Allora Simon Pietro, che aveva una
spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si
chiamava Malco.  11 Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi
ha dato, non dovrò berlo?». 12 Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono
Gesù, lo legarono  13 e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo
sacerdote quell’anno.  14 Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo
uomo muoia per il popolo» 15 Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo.
Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo
sacerdote.  16 Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al
sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro.  17 E la giovane portinaia disse
a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo
sono».  18 Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano;
anche Pietro stava con loro e si scaldava. 19 Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai
suoi discepoli e al suo insegnamento.


Ascoltiamo la Parola
Tremi la natura umana di fronte al supplizio del Redentore, si spezzino le rocce dei cuori infedeli e
quelli che erano chiusi nei sepolcri della loro mortalità vengano fuori, sollevando la pietra che
gravava su di loro. Scegliere il bene è un atto di volontà. Non è sufficiente chiedere a Dio di
renderci capaci del bene. E’ necessario scegliere volontariamente il bene, perché Cristo
(incarnandosi, morendo e risorgendo) ci ha già aperto la strada ma non può costringerci a scegliere
la verità, l’amore e il bene. Dio non forza la libertà dell’uomo, così come non l’ha fatto Cristo in
vita. La volontà non può essere liberata dall’avversione a Dio forzatamente, ma occorre che accetti
la salvezza offerta dal Cristo entrando in comunione con lui nell’amore. Si può vivere una vita
formalmente cristiana, si possono ricevere i sacramenti, si può conoscere la Scrittura e non vivere di
Dio, per Dio e con Dio. Il fatto di avere l’occhio sano, non è di ostacolo a chi vuol vivere nelle
tenebre, a chi vuol vivere nei sepolcri della mortalità.

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