Vangelo 31 marzo

Giovanni 20, 1-9
1  Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era
ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.  2 Corse allora e andò da Simon Pietro e
dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro
e non sappiamo dove l’hanno posto!».  3 Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al
sepolcro.  4 Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per
primo al sepolcro.  5 Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.  6 Giunse intanto anche Simon Pietro,
che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là,  7 e il sudario – che era stato sul suo
capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.  8 Allora entrò anche l’altro discepolo,
che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.  9 Infatti non avevano ancora compreso la
Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


Ascoltiamo la Parola
Sono lì, entrambi, Giovanni e Pietro, ancora senza fiato, soli, entrambi, nel freddo sepolcro, ma mai
Gesù è stato così presente per Giovanni, la cui fede è appena scoppiata come un grido di trionfo, ma
un grido che risuona nel profondo del cuore, dove nessuna parola è abbastanza bella e vera, un
grido di trionfo che emerge dal silenzio e lì ritorna: “Il Signore è risorto!” Ma questa gioia che lo
invade è tale che gli allarga il cuore; e Giovanni, nel momento stesso in cui riconosce in Gesù
assente il suo Signore e il suo Dio, scopre la sua missione: in seno alla comunità di Gesù, sarà
testimone della sua presenza. In questa mattina di Pasqua entriamo a nostra volta nel sepolcro
vuoto.  Nella pietra del sepolcro, la gioia della Pasqua ci attende, tutti, come siamo e dove siamo,
tutti, con la pesantezza delle nostre esistenze, con le bugie del nostro cuore, con le nostre stanchezze
e con la piccola fiamma della nostra speranza. A tutti è promessa la gioia del Risorto; è lui che la dà

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