Vangelo 25 maggio

Marco 10, 13-16
13 Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.  14 Gesù, al vedere
questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è
come loro infatti appartiene il regno di Dio.  15 In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio
come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».  16 E, prendendoli tra le braccia, li benediceva,
imponendo le mani su di loro.


Ascoltiamo la Parola
L’incontro di Gesù con i bambini non esprime solo la semplicità e la tenerezza con cui Gesù sapeva
accogliere i più piccoli, ma indica il modo con cui noi dobbiamo accogliere il Regno di Dio. La
gente vuole che Gesù tocchi i loro bambini, mentre i discepoli vogliono impedirlo. Perché? Il brano
non lo dice. Forse perché, secondo le norme rituali dell’epoca, i bambini piccoli con le loro mamme
vivevano nell’impurità legale; toccarli voleva dire diventare impuri! O forse perché non era degno
per il Maestro perdere tempo con i bambini e con le donne, dato che il suo insegnamento doveva
raggiungere gli adulti maschi. Gesù reagisce. Non solo accoglie i bambini, ma li abbraccia e li
benedice dicendo: “In verità vi dico: chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino non entrerà
in esso”. Una frase che lascia tutti sconcertati. Perché tutti e tre i Sinottici riferiscono questa
affermazione di Gesù? Quale messaggio contiene? Cosa vuol dire a noi?

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