Vangelo 9 giugno

Luca 3, 20-35
20 Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure
mangiare.  21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori
di sé».  22 Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».  23 Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana?  24 Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in
piedi;  25 se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi.  26 Anche Satana, se si
ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.  27 Nessuno può entrare nella
casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli
la casa.  28 In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le
bestemmie che diranno;  29 ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in
eterno: è reo di colpa eterna».  30 Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
  31 Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.  32 Attorno a lui era
seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti
cercano».  33 Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».  34 Girando lo sguardo
su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!  35 Perché chi fa la
volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Ascoltiamo la Parola
La salvezza appartiene a coloro che si sono assunti l’impegno di lavorare per il Regno dei Cieli,
secondo le condizioni dettate da Cristo: prendere la croce tutti i giorni e seguirlo. La fedeltà al
progetto che il Signore ci ha rivelato, esige la dedizione di tutta la vita… e, in certi momenti della
storia, in certi luoghi del mondo, anche al presente, può costare la vita, può costare il martirio. Se i
parenti cercavano di neutralizzare l’azione di Gesù in nome della normalità e dell’equilibrio – la fede
cristiana è per sua natura trasgressiva! non ama la normalità e rompe gli equilibri consolidati –
gli scribi, invece, vantavano dalla loro parte un sistema religioso forte, un’ortodossia plurisecolare,
il potere politico dell’oligarchia sacerdotale, che agiva ai massimi livelli della società, con la
pretesa di porsi come diretto interlocutore di Roma.

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