Vangelo 9 luglio

Matteo 9, 33-38
32 Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato.  33 E dopo che il demonio fu scacciato, quel
muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile
in Israele!».  34 Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
35 Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo
del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.  36 Vedendo le folle, ne sentì compassione,
perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.  37 Allora disse ai suoi discepoli:
«La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!  38 Pregate dunque il signore della messe, perché
mandi operai nella sua messe!».


Ascoltiamo la Parola
Dinanzi alla guarigione dell’indemoniato muto, la reazione della gente è di ammirazione e di
gratitudine: “Non si è mai vista una cosa simile in Israele!”. La reazione dei farisei è di sfiducia e di
malizia: “Egli scaccia i demoni per opera del principe dei demoni!”.  Non potendo negare i fatti che
causano l’ammirazione della gente, l’unico modo che i farisei trovano di neutralizzare l’influenza di
Gesù dinanzi alla gente è quello di attribuire l’espulsione al potere del maligno. Marco presenta un
esteso argomento di Gesù per dimostrare la mancanza di coerenza e la malizia dell’interpretazione
dei farisei; Matteo non presenta nessuna risposta di Gesù all’interpretazione dei farisei, perché
quando la malizia è evidente, la verità brilla da sola.

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