Matteo 26, 14-27
14 Allora uno dei dodici, detto Giuda Iscariota, andò dai capi sacerdoti e disse loro: 15 “Che cosa
siete disposti a darmi, se ve lo consegno?”. Ed essi gli contarono trenta sicli d’argento. 16 E da
quell’ora cercava il momento opportuno per tradirlo. 17 Il primo giorno degli Azzimi i discepoli si
accostarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la Pasqua?”. 18 Egli
disse: “Andate in città dal tale e ditegli: ‘Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te
con i miei discepoli’”. 19 E i discepoli fecero come Gesù aveva loro ordinato e prepararono la
Pasqua. 20 Quando fu sera, si mise a tavola con i dodici discepoli. 21 E, mentre mangiavano, disse:
“In verità io vi dico: ‘Uno di voi mi tradirà’”. 22 Ed essi, grandemente rattristati, cominciarono a
dirgli uno dopo l’altro: “Sono io quello, Signore?”. 23 Ma egli, rispondendo, disse: “Colui che ha
messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è
scritto di lui, ma guai a quell’uomo per cui il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per
quell’uomo se non fosse mai nato”. 25 E Giuda, che lo tradiva, prese a dire: “Sono io quello,
Maestro?”. E Gesù a lui: “L’hai detto”.26 Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, pronunciata
la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli, dicendo: “Prendete, mangiate, questo è il mio
corpo”. 27 Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: che ve ne pare?”. Ed essi,
rispondendo, dissero: “È reo di morte”.
Ascoltiamo la Parola
Non c’è bisogno di andare a scomodare la vicenda di Gesù per accorgerci di come molto spesso gli
interessi materiali, la sete di possesso, l’egoismo dilagante ci fanno tradire o mettere da parte anche
gli affetti più cari. Un terreno, una casa, un conto in banca, una qualunque cosa materiale sembrano
valere di più dell’amore, del bene, e del sangue condiviso. Forse l’evangelista Matteo raccontandoci
con esattezza la faccenda dei soldi ha voluto ricordarci che ognuno di noi può diventare Giuda
quando preferisce le cose alle persone. E probabilmente può esserci di aiuto sapere anche che fine
fa Giuda scegliendo le cose a le persone: l’autodistruzione. Infatti ciò che nell’immediato sembra un
affare alla fine ci condanna a fare investimenti su cose che in realtà non hanno nessun futuro, o
perlomeno non hanno nessun futuro oltre questa nostra vita. Quando moriremo, non porteremo con
noi le cose, ma solo chi abbiamo amato, cioè le nostre relazioni di bene. Ma se avremmo sacrificato
proprio esse, allora la prospettiva della vita eterna assomiglierà di più all’inferno che al paradiso,
poiché l’inferno per definizione è un luogo privo di relazioni.
