Giovanni 3,31-36
31 Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla come uno
della terra; colui che viene dal cielo è sopra tutti. 32 Egli rende testimonianza di quello che ha visto
e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza. 33 Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha
confermato che Dio è veritiero. 34 Poiché colui che Dio ha mandato, dice le parole di Dio, perché
Dio non gli dà lo Spirito con misura. 35 Il Padre ama il Figlio e gli ha dato ogni cosa in
mano. 36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna; chi rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma
l’ira di Dio resta sopra lui”.
Ascoltiamo la Parola
C’è qualcosa di assolutamente incoraggiante della pagina del Vangelo di oggi. Gesù sta cercando di
spiegare la differenza che Egli è venuto ad inaugurare con la Sua vita. Il continuo ricorrere alla
doppia immagine “dalla terra e dall’alto” sta a significare la radicale differenza di cui Lui è
portatore. Ma per entrare in questa “differenza” non c’è bisogno di un nostro sforzo, ma di un dono,
è il dono dello Spirito. Se dovessimo usare un’immagine per rendere l’idea dovremmo dire che ciò
che opera lo Spirito è simile a ciò che fa un padre quando prende il proprio figlio o la propria figlia
e la pone sulle proprie spalle. Da quel momento in poi la visuale cambia e con essa la certezza di
essere seduti su qualcuno di affidabile. Il cambio di prospettiva e la certezza di essere sulle spalle di
qualcuno che ci ama è propriamente il frutto dello Spirito.
